Novecento

Al bancone dell’Ebreo trattative in Galleria

I ragazzi che hanno vissuto lungo il secolo scorso, dagli anni Trenta fino ai primi anni duemila, gli avevano affibbiato un nomignolo gergale (certo, figlio di uno stereotipo duro a morire) ma quasi affettuoso: l’Ebreo. C’entra il fondatore del negozio, Ulisse Pisani, che commerciava anche in libri scolastici usati e – pare – non fosse molto generoso con gli studenti da cui li acquistava. La bottega fondata da Pisani nel 1926 si chiama «La Casa del Libro». Esiste ancora, al 24 dell’elegante Galleria Subalpina, ed è una delle tante perle nascoste che Torino ha da offrire.

Nato a Napoli e di famiglia toscana, Pisani era arrivato a Torino, come molti, per studiare ingegneria al Politecnico. Dopo una brillante carriera universitaria (a 21 anni era già laureato e parlava 5 lingue) scelse di rifiutare diverse proposte di lavoro per dedicarsi alla sua più grande passione: i libri. Aprì quindi una sua libreria specializzata nel libro usato e d’occasione: la prima sede fu in via Principe Amedeo, poi l’attività si trasferì sotto la volta in vetro e ghisa della galleria Subalpina.

 

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