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Cambiare nome al «Polo Reale», la Direttrice Pagella propone Musei Reali

Il «Polo Reale» di Torino, che su oltre 84 mila metri quadri riunisce Armeria Reale, Biblioteca Reale, Palazzo Reale, Palazzo Chiablese, Museo di Archeologia e Galleria Sabauda, potrebbe presto cambiare nome per assumere quello di «Musei Reali» di Torino. È la proposta di Enrica Pagella, da poco divenuta Direttrice del complesso museale unificato: la confida in anteprima a «Torino Storia», nei giorni del lancio della nostra rivista in tutte le edicole di Torino e cintura.

Il predecessore Mario Turetta, che fu entusiasta promotore del «Polo», ora dirige la Reggia di Venaria. Per la successione di Turetta il Ministero dei Beni Culturali ha scelto la professionalità di Enrica Pagella, in virtù della sua ricca esperienza, maturata in anni di impegno, quale direttore delle collezioni di Palazzo Madama, ora in attesa di nuova guida. Turetta aveva avuto l’intuizione di riunire a sistema tutti i Musei suscitati dalle collezioni dell’antico centro di comando della monarchia sabauda. Ora Enrica Pagella assume il compito di far lavorare questo prezioso patrimonio come ulteriore «motore» dello sviluppo culturale e turistico della città. Come?

«Il Polo Reale è una grande sfida per Torino» ci ha spiegato la Direttrice Pagella. «Per ricchezza ed estensione è una realtà unica in Italia. Mette insieme edifici e collezioni che spaziano dall’archeologia all’Ottocento. Raccontano oltre 20 secoli di storia, riuniti intorno a una grande area verde: i Giardini Reali. Quando riapriranno nel 2016, del tutto restaurati, diverranno la cerniera dell’intero sistema, che mi piacerebbe prendesse il nome di Musei Reali».

Perché propone questa nuova denominazione?
«Per rafforzare la consapevolezza, non ancora del tutto raggiunta, che questi beni sono retaggio della storia sabauda. E per sottolineare la varietà e la complessità dei monumenti e delle ricchezze che custodiscono. Lavoreremo per costruire una cultura comune di gestione di elementi che hanno avuto finora esperienze differenti. Dovremo superare resistenze comprensibili, che fanno riferimento a differenti tradizioni.

L’obiettivo?
Rendere i Musei più permeabili con la città, tramite l’uso dei cortili e dei Giardini Reali che li uniscono. Diverranno il vero snodo del sistema. Torneranno ad integrarsi con quelli dietro l’Archivio di Stato e quelli bassi sotto i bastioni residui. Un nuovo ingresso ai Musei sarà realizzato anche in corso San Maurizio, per favorire gli autobus turistici. Pensiamo di dare nuovo accesso dai giardini anche alla Galleria Sabauda, piuttosto che dalla trafficata via Venti Settembre. Vorremmo inoltre migliorare i collegamenti fra la Cavallerizza di via Verdi e piazza Castello.

Da dove si incomincia?
Da uno studio di tutti i percorsi del sistema, che andranno razionalizzati e ben segnalati. Fondamentale è poi lo sviluppo dei servizi al pubblico. Ci sono ancora molti problemi. Potenzieremo le biglietterie, che ancora non utilizzano le carte di credito. Creeremo nuovi servizi igienici in grado di accogliere un turismo crescente. Amplieremo l’offerta di ristorazione con punti anche nei giardini. Sarà riproposto un fornito «book-shop». Dal nuovo anno i Musei Reali aumenteranno il loro richiamo, che culminerà nel 2017 con la riapertura della Cappella della Sindone, a 20 anni dal rogo che la devastò nel 1997.

Un pensiero su “Cambiare nome al «Polo Reale», la Direttrice Pagella propone Musei Reali

  1. il nome piu’ appropriato per i nuovi musei e’…. MUSEI I SABAUDI visto che la storia di Torino gia’ molto prima del 1560..esempre ‘ stata caratterizzata fortemente dalle vicende della famiglia SAVOJA..

I commenti sono chiusi.

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