Archivio Fotografico

Capriglio, la bella addormentata

Ai lettori che percorrono la Strada del Traforo del Pino sopra Sassi sarà capitato di notare una vetusta ma imponente dimora di colore giallo al numero civico 67, sull’altura prospiciente la strada: si tratta della preziosa, purtroppo degradata Villa Capriglio presso la Vigna Marchisio, dal cognome della prima famiglia che commissionò la costruzione a un allievo di Filippo Juvarra e vi abitò agli inizi del XVIII secolo. Nel 1746 il monumentale complesso venne acquistato da Giovanni Paolo Melina conte di Capriglio, del quale tutt’ora conserva il nome. Le immagini che abbiamo scattato all’interno della Villa, per gentile autorizzazione del Comune di Torino, documentano il suo sconfortante stato di abbandono. Da anni il Comune – proprietario dell’edificio – esamina soluzioni per il suo recupero e per il riutilizzo, ma tutte le ipotesi sono fino ad oggi sfumate. L’edificio è chiuso al pubblico e in vendita dal 2009, sta cercando proprietari interessati a farlo rivivere. Gli antichi fasti della Villa Capriglio meriterebbero davvero un recupero, per cancellare l’aria sinistra che il degrado vi produce insieme a certe leggende nere sul passato dell’edificio, indicato da alcuni come «casa del Diavolo».

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