Antichità

Casa Lajolo, il caso di un gioiello che splende ancora

A Casa Lajolo, immersa nel verde del borgo si San Vito a Piossasco (TO), si respira l’atmosfera della residenza di campagna di un gentiluomo piemontese del XVIII secolo. Inoltre la casa è circondata da un bel complesso di giardini, orti e prati e conserva un interessante archivio di documenti, in corso di studio, che copre l’arco temporale tra il 1351 e il 1874, dichiarato nel 2013 di interesse storico particolarmente rilevante.

La casa venne sistemata nel tardo Settecento per i conti Ambrosio di Chialamberto rimaneggiando una costruzione precedente (nei documenti anche descritta come «castello») probabilmente di origini tardo cinquecentesche. La famiglia degli Ambrosio, originaria di Cuorgnè, era riuscita ad accumulare negli anni, grazie ad una politica fatta di prudenti acquisizioni e ben studiati matrimoni, una fortuna considerevole, con proprietà diffuse soprattutto tra Bruino, Villarbasse, Piossasco e None. La proprietà di Piossasco, che era stata acquisita nel 1649, rappresentava il centro amministrativo di tale patrimonio, ed era utilizzata come residenza estiva dei Chialamberto, anche perché si trovava in una posizione particolarmente comoda quando la corte dei Savoia soggiornava a Stupinigi. Il legame con la Palazzina di Caccia trova conferme anche nelle decorazioni della villa, visto che gli affreschi che ornano le volte di due sale a pianterreno di Casa Lajolo sono riproduzioni in tono minore di dipinti che si trovano negli Appartamenti di Levante di Stupinigi.

Casa Lajolo e i suoi giardini sono sedi di eventi, visite guidate, concerti e cene,

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