Novecento

Ecco come i monumenti si salvarono dalle bombe

Durante la Seconda Guerra Mondiale monumenti e statue vennero protetti da grandi casse di legno, i beni preziosi trasferiti altrove

Durante la Seconda Guerra Mondiale Torino fu pesantemente colpita dai bombardamenti alleati, diventati sempre più pesanti a mano a mano che il conflitto procedeva e la posizione dell’Italia si faceva più problematica.

Se, nonostante tutto, buona parte del patrimonio artistico della città riuscì a salvarsi, il merito va ascritto a un piano messo a punto dalla città per mettere in sicurezza i suoi monumenti più importanti.

Caval d'bröns protezione antiaerea
Il Piano di Protezione Antiaerea era una macchina complessa che prevedeva, tra le altre cose, il trasferimento o la protezione del patrimonio culturale. Già il 20 novembre 1940 il Comune decise di mettere in sicurezza alcuni monumenti. In particolare: Emanuele Filiberto di Savoia (il Caval’d bröns di piazza San Carlo), l’alfiere dell’Esercito sardo (piazza Castello, di fronte a Palazzo Madama) e il Conte Verde (la statua ad Amedeo VI di Savoia in piazza Palazzo di Città). Il Genio civile fu incaricato di proteggere le statue dei Dioscuri sui pilastri della cancellata della piazzetta Reale, poiché di proprietà della Real Casa.
Le statue vennero protette da grandi strutture in tavole di abete riempite di sabbia e coperte da un tetto di legno catramato. Le protezioni si rivelarono tutto sommato efficienti, anche se quella del Caval’d bröns nel 1943 venne scoperchiata da un ordigno dirompente. Si decise quindi di salvare il monumento, smontandolo e trasferendolo nel parco del castello di Santena, protetto alla vista da platani secolari, dove rimase fino alla fine del conflitto, per fare ritorno sul suo piedistallo l’8 novembre 1946.

Caval d' bröns a Santena Caval d' bröns a Santena

Durante la parte più dura del conflitto, dopo i bombardamenti alleati dell’estate 1943, si decise di trasferire in luogo più sicuro, cioè fuori città, tutto quello che poteva essere salvato, ad esempio le collezioni dei Musei Civici e del Museo di Arte Antica, il prezioso mobilio di Palazzo Madama e le collezioni storiche della Biblioteca Civica.

 


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