Novecento

Ippodromi, quando Torino si dava all’ippica

Tutti gli stadi torinesi delle corse dei Cavalli dall'Ottocento a oggi. Impianti leggendari, ma scomparsi, ritrovo dell'alta società

Per convenzione, la storia dell’ippica torinese si fa risalire a quando, nel 1801, il Consiglio Comunale di Torino deliberò la destinazione di alcuni prati per la «corsa a cavallo» da tenersi il 20 aprile in ricordo della battaglia di Marengo.

Fu però dalla metà dell’Ottocento che, con i lavori di modifica del parco del Valentino da parte dell’architetto francese Barillet-Deschamps, l’ippica trovò casa prima nel galoppatoio di corso Massimo d’Azeglio. La pista sorgeva lungo un controviale dello stesso, intorno al laghetto del Parco. L’area occupata dall’anello di sabbia è quella che dal 1958 ospita il V padiglione sotterraneo di Torino Esposizioni. Non lontano, all’angolo tra corso Massimo d’Azeglio e corso Dante, dove si trova il Liceo Alfieri, il 28 ottobre 1940 venne inaugurata la sede della società ippica torinese, progettata da un giovane Carlo Mollino.

Il più famoso tra gli ippodromi scomparsi di Torino è però, forse, quello di Mirafiori. Sorgeva proprio davanti allo stabilimento della Fiat, su una vasta area occupata poi negli anni sessanta e settanta dagli alti palazzoni degli attuali corsi Unione sovietica, Traiano, Bendetto Croce e via Vigliani. Nella primavera di centoquindici anni fa, il 20 maggio 1906, nonostante le forti piogge dei giorni precedenti, s’inaugurò secondo programma quel nuovissimo impianto. Così raccontava l’evento La Stampa: «Alle 16,20 la Fanfara reale annunzia l’arrivo della principessa, la quale sale subito nel palco reale, ossequiata del conte Tarino di groppello e dal barone di sant’agabio. La principessa a tutti esprime la sua alta soddisfazione per il bellissimo aspetto che presenta l’ippodromo. Del resto, il giudizio dell’augusta signora è quello unanime del pubblico».


 

 

 

 

 

 


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