Età Barocca

Le antiche ville sulla collina di Torino

A pochi passi dal centro città, le residenze «di campagna» di due fra i più potenti e decisivi personaggi di Casa Savoia: il Cardinale Maurizio e Cristina di Francia

Sulla sponda collinare del Po, proprio di fronte al Castello del Valentino, sorgeva nel seicento la villa di campagna di Madama Reale, Cristina diFrancia, di cui si conserva solo il nucleo centrale, che coincide con l’attuale Villa Abegg.
Della «vigna reale» rimangono solo testimonianze scritte – talvolta poco credibili – alcune illustrazioni protocollari, tra cui le incisioni del Theatrum Sabaudiae. la grande villa faceva parte di una serie di residenze appena fuori porta, che popolavano la collina torinese e delle quali, in moltissimi casi, non è rimasta alcuna traccia. La più notevole era – e resta tuttora – la Villa della Regina, nata come vigna del Cardinal Maurizio, che fece da modello per molte altre.

Quando, nel 1630, Torino si trovò ad affrontare la peste, la reazione immediata della nobiltà fu di scappare dalla città e raggiungere le proprie «vigne» in collina: ville perlopiù «moderne», immerse in un verde in parte agricolo e in parte trattato a giardino, di cui si lodava la salubrità e il decoro. In poco tempo, si assistette a un lussuoso fuggi-fuggi generale, tanto che vittorio Amedeo i, appena salito al trono, fu costretto a emanare un editto in cui minacciava la confisca dei beni a chi passava le porte delle città senza autorizzazione. Insomma: i piemontesi vennero posti in «zona rossa».

La Villa della Regina

Una delle ville più celebri (anche la più completa giunta fino a noi) e è quella che si fece costruire a partire dal 1615 il Cardinal Maurizio e che oggi è nota come Villa della Regina, poiché a inizio Settecento diventò di proprietà di Anna Maria d’Orleans, prima moglie di Vittorio Amedeo II: un edificio sfarzoso come si addiceva a un principe della chiesa, con giardini ancora più stupefacenti, che avrebbero dettato la linea per tutte le realizzazioni simili da lì in avanti. La villa del cardinal Maurizio venne progettata da Amedeo di Castellamonte, con l’idea di dar forma agli elementi della natura, piegandoli alle leggi della prospettiva e al linguaggio della metafora. Più tardi venne aggiornata, ma non snaturata, da Filippo Juvarra e, in pieno Ottocento, fu anche la residenza torinese di Napoleone.

La Vigna di Madama Reale

La moda delle vigne in collina prese piede, tanto che, durante l’assedio del 1706 si narra che le truppe borboniche, constatato che i torinesi non cedevano all’assedio per nessuna ragione, presero a incendiare la collina, distruggendo o danneggiando in una notte più di un centinaio di «vigne di particolari». oltre alla Villa della Regina, se ne salvò un’altra, la “Vigna di Madama Reale”.

Costruita a partire dal 1648, avrebbe dovuto rivaleggiare in fastosità con quella del Cardinal Maurizio, ma fu realizzata solo parzialmente. In epoca napoleonica furono abbattute le due ali laterali. Oggi il corpo centrale, pesantemente modificato, costituisce il nucleo di Villa Abegg, mentre il parco ha perso le sue caratteristiche originarie, simili a quelle del giardino di villa della Regina, ed è ora sistemato all’inglese.

 


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