Novecento

Leumann la fabbrica, gli chalet e l’unica chiesa liberty d’Italia

Ci si passa spesso davanti, distrattamente. D’altronde quel tratto di corso Francia, che corre nel comune di Collegno non permette né la sosta e né qualche sguardo attento e compiaciuto. Eppure è lì, immutato, da più di un secolo. Ci si deve andare apposta, per ammirarlo. Il Villaggio Leumann è un meraviglioso scrigno di vita vissuta, un fulgido esempio di architettura realizzata attorno all’uomo e alle sue esigenze. La sua storia racconta gli aneliti del lucido e un po’ visionario Napoleone Leumann, erede di una dinastia svizzera che vantava una lunga consuetudine con l’industria tessile. Fu lui che approfittò di un bando del 1865 che incentivava gli imprenditori italiani e stranieri ad impiantare le loro industrie in loco per accrescere l’economia dell’area del torinese. Nove anni più tardi i Leumann acquistano a Cascine Vica un terreno di circa 72 mila metri quadri delimitato a nord da corso Francia. La città di Torino aveva infatti deciso di cedere vasti appezzamenti a prezzo politico, con l’aggiunta di agevolazioni fiscali, per rafforzare un sistema che aveva perso lustro con il trasferimento della capitale a Firenze e poi a Roma.
Il cotonificio iniziò l’attività nel 1876. E se i Leumann scelsero Collegno, fu anche per la possibilità di utilizzare la forza motrice idraulica delle adiacenti bealere alimentate dalle acque della Dora Riparia e per la vicinanza con la Francia.

Un pensiero su “Leumann la fabbrica, gli chalet e l’unica chiesa liberty d’Italia

  1. Ho letto l’articolo su Torino storia bellissimo ed ho scoperto una rivista che mi fa amare ancora di più la città dove sono nato

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