Età Barocca

Nelle colonne di Juvarra il segreto di Porta Palazzo

Vita, morte e miracoli di uno dei luoghi simboli di Torino attraverso la sua architettura. E pensare che una volta non c'era il mercato!

A Porta Palazzo non c’è sempre stato il mercato, anzi, quel tipo di attività è arrivata in piazza solo nel 1835 a seguito di un’epidemia di colera che aveva suggerito di vietare, in centro città, la macellazione degli animali e la manipolazione dei pesci. La municipalità pensa allora di risarcire i mercatanti espulsi, costruendo due nuovi e salubri edifici adibiti a macello, proprio sulla piazza di Porta Palazzo. A questi nuovi edifici in stile neoclassico, costruiti «Non tanto per riparo ai venditori quanto agli accorrenti al mercato», si aggiungerà molti anni più tardi, nel 1916, il padiglione dell’orologio, maggior costruzione in ferro e vetro della città.

La posterla di San Michele e la piazza barocca

Il nucleo originario della piazza, però, è il quadrato all’imbocco di via Milano. Qui tra Seicento e Settecento era stata aperta una piccola porta secondaria per l’accesso a nord della città, la posterla di San Michele, che andava a sostituire la Porta Palatina di origine romana ormai caduta in disuso. E qui vien bene una piccola nota toponomastica: stanti così le cose, non si capisce bene se il nome di «Porta Palazzo» sia da riferirsi alla Porta Palatina originaria o al Palazzo Civico verso il quale la nuova porta era diretta.

Il successo del nuovo ingresso in città inizia con Vittorio Amedeo II che, tra il 1699 e il 1701, fa eseguire lavori in- torno alla «posterla» per adeguarla al nuovo ruolo. Nelle nuove mura viene praticato un taglio di adeguata ampiezza, che sarà poi segnato in tempi juvarriani da una struttura ad arco trionfale, della quale si conservano alcuni schizzi opera del maestro messinese.

L’Ottocento

Negli anni Trenta del Settecento Juvarra mette mano alla piccola piazza nei pressi della posterla e agli edifici circostanti, disegnandola a portici e paraste.m Solo nell’Ottocento, con l’abbattimento delle mura ad opera di napoleone, la piazza assumerà l’impianto attuale, con il prolungamento della piazzetta verso nord (qui due pilastri bombati, visibili ancora oggi, segnano il cambio di epoca) e l’aggiunta del grande spiazzo ottagonale che caratterizza l’odierna piazza della Repubblica.

[Tutti i particolari sul n. 46 di Torino Storia, febbraio 2020, in 1000 edicole di Torino e provincia oppure qui]

Fotografie di: Renzo Bussio


Questo articolo è pubblicato su:



Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all’uso dei cookie consulta la Privacy e Cookie Policy.