Antichità

Parcheggi sotterranei, l’altro museo di Torino antica

Sono conservati fra le auto i resti di un magazzino romano, delle antiche cloache, delle ghiacciaie. Ecco la mappa dei siti da osservare quando scendiamo nelle rimesse.

Mappa ParcheggiPosteggiare l’auto in centro ed imbattersi in uno dei pochi resti della città romana, oppure nelle ingegnose architetture delle ghiacciaie pubbliche, utilizzate in passato per la conservazione delle merci dagli ambulanti di Porta Palazzo. Succede nei parcheggi sotterranei a Torino, strutture che spesso consentono di accedere ai resti archeologici conservati in vista, dal momento che, come confermano i responsabili della Soprintendenza Archeologia del Piemonte, le testimonianze materiali della città antica si trovano sotto vie e piazze della città.

Piazza Emanuele Filiberto.

Un itinerario alla ricerca dei reperti murari restaurati nelle rimesse sotterranee comprende necessariamente il parcheggio di Piazza Emanuele Filiberto, nel quale convivono manufatti di epoche differenti. Al primo piano interrato, appena entrati nella zona di posteggio, si trovano i resti di una porzione della torre della cinta muraria romana che sorgeva in corrispondenza dell’attuale via Sant’Agostino recuperata nel 1994 durante i lavori di scavo, ma già rilevata e documentata nel 1888. Il parcheggio contiene anche un altro importante reperto dell’epoca romana (I-III secolo d.C.): alcune decine di metri del muro di un importante edificio, addossato alle mura che allora correvano in corrispondenza dell’attuale via Carlo Ignazio Giulio, che si estendeva su una vasta superficie.

Sotto piazza Emanuele Filiberto, a pochi passi da quelli romani, si trovano i resti ben conservati di una delle ghiacciaie pubbliche la cui costruzione risale probabilmente al XVII secolo. Si trattava, in origine, di tre grandi ambienti, con accesso dai numeri civici 13 e 15 della piazza e rampe elicoidali che consentivano di scendere all’interno e di conservare in luogo fresco le derrate alimentari del mercato di Porta Palazzo.

Corso XI Febbraio.

All’interno del parcheggio Palazzo di Corso XI febbraio 3 (ex caserma dei vigili del fuoco) è stata allestita al primo dei due piani interrati un’area archeologica che contiene reperti di un complesso edilizio romano composto da ambienti destinati a magazzino e da vani di altra funzione, tutti disposti intorno a un ampio spazio aperto, rinvenuti poco a nord della vicina Porta Palatina. Secondo l’ipotesi degli archeologi, sull’antica conformazione dell’area del sito all’inizio dell’età imperiale (I secolo) venne realizzato un complesso di edifici organizzati intorno a una vasta piazza aperta, pavimentata con un battuto di ghiaia e porticata. L’area, visibile dal parcheggio, di cui è parte integrante ma separata da un cancello, è stata allestita per il pubblico ed è visitabile su richiesta.

Via Roma / Piazza San Carlo.

Altro consistente reperto dell’epoca romana è conservato in un’ala laterale del parcheggio sotterraneo di via Roma. Si tratta dei resti di una torre romana costruita sul lato orientale delle mura, già emersi nel 1892, ma recuperati solo recentemente e facilmente raggiungibili dall’ingresso al posteggio di via Principe Amedeo in corrispondenza di via Eleonora Duse. L’area è accessibile da qui solo se provvisti di biglietto di parcheggio per la presenza di un cancello, oppure liberamente entrando nella rimessa sotterranea da piazza San Carlo e percorrendo, al primo livello interrato, il corridoio verso piazza Castello fino alla prima deviazione verso est. Proprio in corrispondenza dell’entrata di piazza San Carlo al parcheggio sotterraneo si vedono invece pochi resti dei piloni di un ponte seicentesco. In piazza San Carlo i lavori di scavo, negli anni 2004 e 2005, portarono alla luce parte di una necropoli romana costituita da ventisei tombe a inumazione e una piccola casa (già venuta alla luce nel 1838, secondo quanto scritto da re Carlo Alberto a Maria di Robilant, durante la realizzazione delle fondamenta della statua equestre di Emanuele Filiberto – il Caval ‘d Brons) dalla quale sono state recuperate due anfore, pentole, tegami, un mortaio, un vaso che conteneva alcune lucerne e le guarnizioni metalliche di un cofanetto di legno.

Piazza CLN.

Menzione particolare merita infine il reperto ancora oggi toccabile con mano più distante dai confini dell’insediamento romano, nei parcheggi sotterranei dell’attuale centro città. A circa trecento metri di distanza dalle antiche mura si trovano i resti di un condotto fognario. Sono al secondo piano interrato nel parcheggio Aci di piazza Cln nel corridoio che conduce verso piazza Carlo Felice che taglia trasversalmente l’antico tracciato della fognatura.

Le fotografie della gallery sono di Daniele Vico.

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