Torino un po’

21.00

Valdo Fusi
184 pagine, Riccadonna Editori

I grandi nomi della storia torinese? Non solo Cavour e Pietro Micca. I monumenti da visitare? Non solo il Museo Egizio, Palazzo Reale, la Mole Antonelliana. Questo volume di Valdo Fusi accende i riflettori su altri luoghi e protagonisti – volti noti e meno noti – cercandoli nei monumenti e nelle piazze, interrogando le lapidi, offrendo criteri insoliti per visitare Torino alla ricerca dei segni lasciati da artisti e pensatori, imprenditori, politici, preti, santi sociali. L’ennesima guida turistica? No: mancano le mappe, le statistiche, i numeri di telefono. Gli appunti di Valdo Fusi sono un invito a scendere in strada e indagare per proprio conto, cercare indizi fra i palazzi e le chiese, godere di ogni dettaglio della città.

Dalla presentazione di Italo Calvino: «Un uomo parla della sua città. Parla con la sua città. È un commento fatto camminando passo a passo, fermandosi, tirandoti per un braccio di qua e di là, puntuale, divagante, concitato, arioso. Ma anche un discorso d’amore, un fitto dialogo d’amore con la città, incalzata da domande, da ricordi, da slanci ammirativi che sono come abbracci, da osservazioni illuminanti come solo quelle d’un occhio innamorato. E la città risponde…».

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L'autore


Valdo Fusi

Nato a Pavia il 9 maggio 1911, visse prevalentemente in Piemonte dove operò come avvocato penalista a partire dal 1939. Ufficiale dei Granatieri, poi antifascista e partigiano, rappresentò la Democrazia Cristiana nel Comitato di Liberazione Nazionale in Piemonte: venne arrestato nel 1944 con gli altri membri del Cln finendo alla sbarra nel famoso «Processo di Torino».
Uomo di profonda religiosità e impegno civico, attivo nelle file dell’Azione Cattolica, collaborò negli anni giovanili a riviste come «Giovane Piemonte» e «Il Vittorioso». Nel dopoguerra fu redattore del giornale «Popolo nuovo». Visse varie stagioni di impegno politico nella Dc come consigliere comunale a Torino (1946), deputato (1948), consigliere provinciale (1951).
Una straordinaria passione per la storia e la cultura torinese lo portò ad assumere nel 1955 la presidenza dell’Ente provinciale per il Turismo di Torino. Dal 1965 al 1970 fu presidente dell’Ordine Mauriziano. Nel 1974 ricevette la cittadinanza d’onore di Torino. Morì improvvisamente a Isola d’Asti il 2 luglio 1975.
Il volume «Torino un po’» venne pubblicato postumo nel 1976 a cura della moglie Edoarda Biglio Fusi (ed. Mursia) ed ebbe notevole successo, giustificando due edizioni in poche settimane. Altrettanto noto è il volume di Valdo Fusi «Fiori rossi al Martinetto» sul Processo di Torino.

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