Età Barocca

Residenze sabaude: Agliè, non chiamatela Rivombrosa

Il feudo di Agliè con il castello, che sin dal Medioevo dominava il borgo antico, era uno dei possedimenti dei San Martino, una tra le più antiche famiglie feudali piemontesi radicata nel Canavese. Fu il conte Filippo d’Agliè a far realizzare, tra il 1643 e il 1657, una residenza maestosa e moderna, quasi in concorrenza con i grandi cantieri ducali di Moncalieri e del Valentino, tanto che la tradizione ne assegna il progetto allo stesso Amedeo di Castellamonte. Il conte era all’epoca al culmine della sua carriera: terminata la guerra civile piemontese, era infatti stato nominato capitano delle guardie dell’erede al trono e sovrintendente alle Finanze da Cristina di Francia, di cui fu noto favorito e che lo aveva coinvolto nella realizzazione delle decorazioni del Valentino e della Vigna collinare.

Qualche numero:
33 ettari è la superficie del parco del castello
di Agliè, a cui si aggiungono 64 ettari esterni, di proprietà del demanio, sui quali si trovano le cascine che un tempo rifornivano di viveri il castello;
365 sono le stanze del castello. La residenza venne ampliata e rimaneggiata più volte, passando dalla famiglia San Martino ai Savoia nella seconda metà del settecento;
1968 è l’anno della prima, parziale, apertura
al pubblico della residenza reale. Il castello di Agliè venne acquistato dallo stato italiano nel 1939, rilevato da Ferdinando, duca di Genova, insieme all’intero corpo dei giardinieri.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all’uso dei cookie consulta la Privacy e Cookie Policy.