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Riapre a Moncalieri la Grotta Gino, opera di un solo uomo nel XIX secolo

061_001In piazza Amedeo Ferdinando, al confine del centro storico di Moncalieri, si apre l’accesso alla «Grotta Gino». È l’indizio di un percorso suggestivo e non privo di elementi di mistero, che dalla piazza conduce in una grotta scavata nelle profondità della collina dalle mani di un uomo solo, nella seconda metà dell’Ottocento.
Stiamo parlando dell’eccentrica, incredibile opera mineraria di Lorenzo Gino, classe 1830: una rete di cunicoli tornata visitabile poche settimane fa, dopo anni di chiusura al pubblico.
Intorno al 1855 iniziò a scavare per combattere il problema delle infiltrazioni di acqua dalle vene della collina e continuò per i successivi 30 anni, costruendo un complesso sistema di rotonde sotterranee e gallerie, introdotte da un canale navigabile alimentato da acqua di sorgente, ad una profondità di 20-25 metri. Arricchì la sua incredibile grotta artificiale dotandola di statue e giochi d’acqua e trasformandola in un’attrazione turistica.

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