Ottocento

Torino con gli occhi di Cavour

La case dove nacque e morì, la chiesa dove vennero celebrati i funerali, i luoghi della giovinezza, della carriera politica e militare, gli angoli di Torino del Cavour "privato"

Il 6 giugno del 1861, alle 7 del mattino, il conte Camillo Benso di Cavour moriva nel suo letto della casa di famiglia, in via Arcivescovado 12 (oggi via Cavour 8), dov’era nato il 10 agosto del 1810. Era gravemente malato dalla fine di maggio.

Quella che si spegneva, all’età di 50 anni, era una vita intensa, compiutasi con l’unificazione della penisola italiana, ricchissima di stimoli e avvenimenti. Per quanto Cavour viaggiò molto, soprattutto in giovane età, il palcoscenico principale della sua esistenza è stato il Piemonte e in particolare la città di Torino.

Molti dei luoghi cavouriani esistono tutt’oggi e vi si può ancora respirare il passaggio del grande tessitore.

Alcuni sono concentrati nel centro di Torino, città dove Cavour trascorse buona parte della sua vita e tutta la sua maturità politica, altri, non meno importanti, sono l’occasione per piacevoli gite fuori porta.

Sul numero 50 di Torino Storia, giugno 2020, un ampio articolo racconta la vicenda umana del Conte attraverso i luoghi della sua vita. È un percorso a ritroso, a partire dalla sua casa torinese e dalla chiesa di Madonna degli Angeli, dove si concluse il lungo corteo funebre che vide una Torino attonita al passaggio di uno dei suoi cittadini più illustri.
Poi i luoghi del Cavour pubblico: ciò che resta della Regia Accademia Militare dove fu accolto giovanissimo, Palazzo Carignano con le aule parlamentari e il suo ufficio in linea visiva diretta con il ristorante Del Cambio dove amava rifocillarsi, l’ufficio da ministro alle Segreterie di Stato, perfettamente conservato nell’attuale prefettura. Luoghi della sua vita torinese come il Caffè Fiorio, i portici di via Po dove incontrava politici e gente comune, la “vigna” della precollina dove abitava Bianca Ronzani, una delle sue amanti, che una teoria del complotto oggi caduta in disuso voleva essere colei che, avvelenandolo su mandato di Napoleone III, pose fine alla sua vita.

Infine quelli che potremmo chiamare i luoghi della formazione e della memoria: la tenuta di famiglia di Santena, dove la salma del conte riposa e dov’è custodito il suo archivio; il borgo di Grinzane, che vide il suo debutto in politica e dove Cavour mantenne la carica di sindaco per molti anni. La tenuta di Leri, dove sperimentò nuove tecniche di coltivazione e dove, probabilmente, contrasse la malaria che lo portò alla morte.


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