Archivio Fotografico

Riapre l’invisibile “Rotonda Talucchi”

Impossibile scorgerla dall’esterno, l’Accademia Albertina nasconde nel suo cortilela «Rotonda Talucchi» che riapre al pubblico.

Nel 1828, quando Giovanni Maria Talucchi completò la Rotonda che sorse nel cuore dell’Isola di San Francesco – oggi accessibile da via Accademia Albertina –, il nuovo edificio era una struttura in linea con l’architettura del tempo, ispirata al modello del Panopticon del giurista Jeremy Bentham: uno stabile circolare nel quale il centro veniva destinato ai sorveglianti mentre l’anello esterno suddiviso in spicchi in cui dovevano trovare alloggio «le celle per i reclusi, le camere per i degenti o – fu il caso, più felice, della Rotonda – le aule scolastiche ».
L’architettura «del controllo» aveva già due esempi in città, entrambi curati da Talucchi stesso: il vecchio ospedale di San Luigi (1819), oggi Sezioni Unite dell’Archivio di Stato, e il Regio Manicomio di via Giulio (1828), oggi sede dell’Anagrafe. La funzione cui doveva assolvere la Rotonda – assegnata oggi in uso all’Accademia Albertina – era prettamente accademica: vi ebbe sede la Scuola di Latinità torinese, poi diventata Reale Ginnasio dopo la riforma Casati del 1859.

Il restauro. Rimessa completamente a nuovo, la Rotonda riapre in questi giorni di metà ottobre dopo un poderoso intervento di restauro, rivelando ambienti suggestivi e inattesi, molto curati: nei due livelli fuori terra sono state riallestite aule e sale per l’Accademia Albertina delle Belle Arti mentre, nello scenografico ipogeo con la volta di mattoni a vista, uno spazio per esposizioni.
Il restauro è frutto della convenzione siglata nel 2013 tra l’Accademia Albertina e la Città di Torino, proprietaria dell’immobile, per una serie di interventi. In quegli anni, l’edificio progettato dall’architetto Giovanni Maria Talucchi versava in condizioni critiche ed era ormai solo in piccola parte adibito ad uso scolastico. L’intervento ha visto il recupero dell’intero edificio dal punto di vista architettonico, strutturale e funzionale, dotandolo di nuovi servizi. Ciò è stato possibile grazie al finanziamento dalla Compagnia di San Paolo (3 milioni). Il restauro dell’imponente struttura circolare non è però esclusivamente finalizzato ad accogliere, negli spazi dei piani fuori terra, le aule destinate alla formazione degli allievi. Nell’ampia e scenografica sala sotteranea è stato infatti allestito un nuovo suggestivo spazio espositivo per mostre ed eventi. In questi giorni si svolgono la 4° edizione del Premio Nazionale delle Arti, e il 20° Festival Internazionale delle Scuole di Arte e Design.

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