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Salvate la Villa del Maggiordomo

Sorge diroccata tra Torino e Grugliasco la lussuosa dimora seicentesca che il maggiordomo del principe Emanuele Filiberto si fece costruire

Chissà se chi frequenta la zona del Gerbido, tra Torino e Grugliasco, sa che tra impianti industriali e capannoni si nasconde una villa barocca di pregevole architettura, che ha molti punti in comune con Palazzo Carignano tanto da poter essere definita come una sua versione in scala ridotta e fuori dai confini cittadini?
Siamo a Grugliasco, nei pressi del confine con Torino, in una delle tante vie anonime che confluiscono su strada del Portone, a poche decine di metri dal Cimitero Parco. Qui un cancello di metallo privo di indicazioni dà accesso a un ampio giardino incolto, che contiene al suo interno una bella villa seicentesca, conosciuta come «il Maggiordomo».

Dall’esterno dell’area, stretta tra industrie e campi coltivati, la villa non è visibile, circondata com’è dalla fitta vegetazione lasciata crescere in modo controllato dai proprietari per rendere la vita più difficile a vandali e balordi, che nei decenni passati hanno già contribuito a spogliare la villa dei materiali più pregiati. «Abbiamo reso impraticabile l’accesso sul retro, che dà su una strada appartata e quindi appetibile per ladri e vandali – spiega l’architetto Antonello Sado, che rappresenta l’attuale proprietà e ci accompagna in questa visita –. Questo accesso invece è più in vista e oltretutto anche chi sbirciasse dal cancello si troverebbe deluso: la villa non si vede». In effetti anche a cancello spalancato, della villa non sembra esserci traccia. La si scorge solo più avanti, addentrandosi tra prati incolti e boscaglia.

Futuro incerto. A partire dai primi anni Duemila si sono susseguiti diversi progetti per restituire futuro alla villa. In vista delle Olimpiadi del 2006 si era ipotizzato di destinarla ad albergo con annesso centro direzionale; in anni più recenti un protocollo tuttora in vigore tra proprietà, Soprintendenza e Comune di Grugliasco aveva previsto di trasformare la villa in una struttura espositiva, magari dedicata a celebrare il genio dei carrozzieri automobilistici di Grugliasco.
Nessuno di questi progetti è stato finora avviato, sia perché i fondi necessari per il ripristino sono ingenti (si parla di almeno 4/5 milioni di euro), sia per la difficoltà di trovare una destinazione d’uso sostenibile nel tempo. Avvolto dalla boscaglia, al riparo da sguardi indiscreti e daI traffico che scorre poco distante, «il Maggiordomo» resiste. Ma non potrà farlo per sempre.


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